64° CONGRESSO Nazionale LIONS DEL MULTIDISTRETTO 108 ITALY A SAN REMO

 
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l'intervento del Direttore Internazionale Gabriele Sabatosanti Scarpelli al Congresso di San Remo 2016


Alla luce di questa esperienza ho avuto modo di fare confronti, ho trascorso un anno viaggiando, incontrando tanta gente, sono stato in tutti i distretti italiani ed ho avuto modo di incontrarmi con molti di voi per ascoltare, per discutere sulle nostre prospettive, per cercare di capire quali siano i problemi e soprattutto i percorsi da intraprendere per migliorare la nostra attività di servizio.

Ho raccolto importanti proposte, voglia di fare, ma anche malcontento, ho trovato moltissimi lions sinceramente legati alla nostra Associazione, che chiedono insistentemente che si faccia qualcosa per uscire da questa monotona situazione di stallo, chi facendo richiami al passato, chi auspicando drastici mutamenti.

In altri termini c’è un gran desiderio di cambiamento ma non si sa come farlo.

Facciamo un esame di quelli che sono i nostri punti di forza e quelli di debolezza per ritrovare quel coraggio di affrontare nuove sfide con quella forza e con quella determinazione che ci ha contraddistinto nel passato e che ci accompagnerà nel futuro.

Siamo una struttura forte, fatta di uomini e donne preparate che hanno raggiunto significativi successi nella loro attività lavorativa, siamo, tra leo e lions, più di 45.000, se ci riunissimo tutti assieme riempiremmo lo stadio di San Siro, ci mettiamo tanto di nostro sia in termini economici sia di impegno professionale, operiamo non per interessi personali ma per il bene degli altri, siamo motivati, disponiamo di una serie di componenti di qualità che nessun’altra associazione di volontariato possiede.

Perché diventa cosi difficile cambiare per crescere: dove sta il problema?

Non certo nelle persone che assumono ruoli importanti, che danno tutte se stesse impegnandosi pesantemente, non certo nello spirito associativo, che è sicuramente esemplare.

Il problema è nel nostro sistema strutturale, che purtroppo potrebbe non reggere in una realtà sociale in evoluzione in cui cambiano i rapporti generazionali, gli approcci comportamentali e i punti di riferimento, per cui è importante prendere coscienza che, in prospettiva, l’attuale approccio organizzativo potrebbe non essere più in grado di rispondere adeguatamente alle nostre esigenze.

La nostra è una configurazione tradizionalmente verticistica , dove normalmente la catena delle responsabilità è accentrata su poche persone, che restano in carica un anno durante il quale sono pesantemente impegnate e spesso non sono in grado di seguire tutti gli avvenimenti.

Il governatore è un uomo solo al comando , proiettato al vertice dei nostri distretti, caricato di tutte le responsabilità, centro decisionale delle attività, designatore delle strutture operative, impegnato a tempo pieno, messo a capo della struttura per il periodo di un anno come in una curva parabolica per poi discendere velocemente nel mondo impropriamente sottovalutato, dei past.

Il Consiglio dei Governatori è l’unico organo decisionale a livello di multidistretto, che si riunisce mediamente otto volte l’anno, e nel quale si concentrano tutti i processi decisionali a livello nazionale, costretto ad ogni riunione a risolvere un lungo elenco di problematiche senza avere il tempo di poter approfondire le varie tematiche per cui frequentemente, nel dubbio, pospone le soluzioni o decide negativamente talvotta anche su temi di grande spessore.

Ogni anno, sia a livello di distretto sia frequentemente a livello di club, le strutture sono rinnovate dove chi le coordina, sceglie la propria squadra con un conseguente cambiamento annuale degli obiettivi e dei programmi, oltre che delle persone.

Al termine di ciascun ciclo annuale,coloro che hanno assunto funzioni di responsabilità, rientrano nei ranghi e il bagaglio culturale che hanno acquisito viene progressivamente disperso.

Ogni anno si ricomincia da capo e ci si pone gli stessi problemi con persone diverse, che hanno mediamente minore esperienza di chi li ha preceduti.

Paradossalmente sembra di essere nel film Ricomincio da capo del 1993 interpretato da Bill Murray, dove, il protagonista rimane intrappolato in un circolo temporale: ogni mattina, alle 06.00 in punto, viene svegliato dalla radio che trasmette sempre lo stesso brano musicale (I Got You Babe di Sonny & Cher), e da allora la giornata trascorre inesorabilmente allo stesso modo della precedente. Alla lunga questa vita ripetitiva lo porta però alla depressione nel tentativo di cambiare, ma la mattina dopo si risveglia comunque, sempre nello stesso giorno.

La continuità è un elemento essenziale per il nostro sviluppo, avendo tuttavia ben chiaro che la continuità non si esercita esclusivamente attraverso rapporti di amicizia, ma soprattutto attraverso la pianificazione e i programmi.

Dovremo ragionare utilizzando parametri di riferimento che permettano un orientamento strutturale più orizzontale, più flessibile, più duraturo e più efficace, con particolare riferimento alle strutture dei Comitati dei club e dei Comitati distrettuali.

Esercitare sempre più spesso la funzione della delega, evitando di accentrare i processi decisionali su poche persone di vertice, avendo ben presente che la delega motiva e responsabilizza.

La delega non vuol dire consulenza, avocando a sé la decisione: la delega vuol dire decentramento delle decisioni e delle responsabilità, dove il controllo non si esercita sulle scelte ma sui risultati.

Purtroppo molto spesso chi ha competenza non ha potere e talvolta chi ha potere non ha competenza.

Le nostre commissioni sono costituite da lions di elevata professionalità ed esperienza lionistica, cui affidiamo problematiche legate alle loro competenze: come possiamo intervenire sulle loro scelte stravolgendone talvolta le decisioni.

I leader non devono far sentire il loro potere, tutte le decisioni non devono passare da loro, perché questo spesso non crea sviluppo ma immobilismo.

La capacità di delegare è una delle qualità più importanti di un leader e la sua reputazione dipende da quanto sarà in grado di delegare.

Dovremo sempre più pensare in termini di team dove si lavora per progetti e non per incarichi.

E’ un passaggio importante che ci permette di transitare da centri di potere a centri di competenza.

Rivedendo la nostra struttura organizzativa,se è vero che al centro del nostro interesse vi sono le esigenze della gente, se è vero che predichiamo umiltà, se è vero che noi siamo al servizio degli altri, credo che la nostra struttura la dovremo vedere da un’altra prospettiva .Se la vediamo così, forse ne abbiamo una visione in cui si esalta maggiormente lo spirito di servizio e soprattutto il fatto che noi siamo a disposizione degli altri e non viceversa, offrendo meno spazio per personalismi, autoreferenzialità e cronici narcisismi.

Abbiamo gente preparata, con un notevole bagaglio di esperienza professionale e lionistica, persone che hanno voglia di fare, che credono fortemente nei nostri principi, perché non li coinvolgiamo.

E’ l’occasione di smetterla di dire a qualcuno che questo non è più il tuo momento o, ancora peggio, questo non è ancora il tuo momento, tutti i momenti sono buoni per chi ha voglia di lavorare.

Il coinvolgimento, il lavorare insieme è una chiave determinante per i nostri successi futuri, oggi più che mai abbiamo bisogno di tutti, ma soprattutto abbiamo bisogno di gente capace.

L’organigramma non dovrebbe essere più la squadra del Governatore, ma la squadra del Distretto, costruito sulla base di scelte di meritocrazia collegiali e non individuali.

Paradossalmente, all’inizio dell’anno, dovrebbe essere costituito da tutti i soci del Distretto, così eviteremmo quella deprecabile fase delle nomine che spesso diventa merce di scambio elettorale, dove però sono chiari, i compiti, i programmi e gli obiettivi per poi essere aggiornato periodicamente sulla base dei risultati ottenuti.

Lavorare in squadra: questo il vero cambiamento! Dove ciascuno ha la sua funzione, sono chiari gli obiettivi e, dove soprattutto ciascuno agisce con umiltà, dove si rispettano innanzitutto le persone più che i ruoli, valorizzando il lavoro degli altri, compiacendosi dei risultati comuni, favorendo la collaborazione ed il coinvolgimento, e operando con fiducia reciproca.

Ricordo i parametri del gioco di squadra:

L’UMILTA’ :Nessuno è infallibile e al centro dell’universo. Il confronto umile con gli altri è essenziale per giocare nella squadra.

IL RISPETTO:Rispettare il lavoro degli altri, apprezzare le loro capacità, compiacersi dei risultati, favorendo la collaborazione e il coinvolgimento.

LA FIDUCIA:Senza la fiducia reciproca non si va da nessuna parte.

Sono sicuramente molti gli argomenti da affrontare e desidero accennarne alcuni affinché cominciamo a fare alcune riflessioni, che possano diventare argomento di confronto e di dibattito.

I rapporti con le istituzioni: le associazioni di volontariato rappresentano sempre di più un elemento determinante nello sviluppo della nostra società Noi siamo una interfaccia ideale nei confronti delle istituzioni, che ci apprezzano, per svolgere questo ruolo alla luce delle nostre competenze, della nostra presenza nell’ambito sociale e soprattutto per quei valori etici che ci contraddistinguono. Non possiamo più esimerci da questo impegno, in particolare in questo momento storico in cui è in corso la riforma del terzo settore.

I giovani: se guardiamo avanti, traguardando il futuro a dieci anni, le prospettive della nostra realtà sono tutt’altro che rosee, con la penuria di giovani presenti nella nostra associazione, solo il 20 per cento dei nostri soci ha meno di 50 anni.

La comunicazione: L’obiettivo della mission dei lions è di servire la propria comunità, soddisfare i bisogni umanitari, favorire la pace e promuovere la comprensione tra i popoli. Per fare ciò non è sufficiente la nostra azione diretta, ma è necessario circondarsi di persone che condividano i nostri progetti. Per questo è necessario comunicare verso il mondo esterno e soprattutto comunicare in maniera efficace affinché la gente ci ascolti e capisca chi siamo e che cosa facciamo. La comunicazione è uno dei punti cardine del nostro futuro, ma lo dobbiamo fare in maniera professionale e per quanto possibile in maniera univoca.

Le foundation : sono il nostro fiore all’occhiello, per investire nel loro sviluppo.

Il crowdfundig: per affrontare in maniera più professionale lo sviluppo e la ricerca di finanziamenti, sia in campo nazionale, che internazionale, con particolare riferimento ai fondi europei.

Un ufficio legale e un ufficio economico fiscale: strutture autorevoli e di riferimento per i clubs e i distretti.

Il marketing: per dare un’immagine comune ed efficace della nostra realtà.

Il Longe Range Plannig: per effettuare pianificazioni a lungo termine per rispondere adeguatamente alle mutate esigenze della società nel contesto nazionale e soprattutto europeo. Noi facciamo Short-range planning

Ma come dovrebbero cambiare i processi decisionali.

Oggi c’è chi decide e c’è chi lavora click): dobbiamo ricercare quelli che pianificano, che programmano.

Mi permetto di far riferimento al funzionamento del board internazionale, per elaborare una proposta a livello nazionale, ovviamente perfettibile, ed eventualmente estendibile a livello distrettuale.

Esistono tre livelli:

Il primo livello è costituito dall’assemblea dei delegati, che il vero organo deliberante.

Il secondo livello è quello del Consiglio dei Governatori, che rappresenta l’organo di controllo.

Il terzo livello è quello dei comitati, che sono coloro che fanno le proposte, nel quale sono presenti i governatori delegati, gli esperti del settore, gli esperti operativi.

Le proposte sono elaborate dai comitati, vengono sottoposte all’esame del consiglio dei governatori, che esprime le eventuali e opportune osservazioni da risottomettere all’attenzione dei comitati, per poi portarle all’approvazione dell’assemblea dei delegati.

Abbiamo la fortuna di avere gente capace, volenterosa, che non costa, (una commissione costa mediamente 10 centesimi all’anno a socio, con un euro ne facciamo 10): perché non le utilizziamo?

Le idee ci sono, dobbiamo confrontarci, discuterne, e programmarne la realizzazione.

Credo sia importante, con l’aiuto dei governatori, individuare seminari e momenti di incontro aperti a tutti coloro che vogliono partecipare, per dare concretezza allo sviluppo dei nostri sistemi organizzativi, affinché alla prossima assemblea dei delegati di Roma si possano avere proposte operative che diano un segnale di svolta a quel cambiamento che tutti auspichiamo.

Il lionismo è vincente , la società cambia, dobbiamo cambiare anche noi, per cambiare ci vuole coraggio, ma, in questo momento, se vogliamo migliorare, lo dobbiamo fare.

Sanremo: la sfilata dei Lions

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