il personalismo
 
Riflettiamo...
ESSERE LIONS
Torna all’indiceRiflessioni.html

Ho conosciuto alcuni Presidenti di Club, che preparavano il loro programma basandosi solo su ciò che interessava a loro e non su quello che interessava al club e all’Associazione che in quel momento rappresentavano. Appena nominati, riempivano tutte le caselle del calendario con i loro progetti preferiti, dimenticando di condividerli con i loro soci, di ascoltare la loro opinione in merito, di concordare una azione comune con i clubs Lions vicini. Un anno sembra lungo all’inizio, ma con l’avanzare dell’annata, il tempo scorre più veloce e le iniziali previsioni lontane si avvicinavano cogliendoli impreparati nella loro programmazione. Questi Presidenti proprio perchè hanno lavorato da soli, alla fine si lamentano di non essere aiutati quando i giorni si accorciano e i tempi necessari ormai mancano.

Allora si convincono che il loro, è un impegno troppo stressante e si demotivano con effetti negativi nelle relazioni interne del club e nella loro vita familiare. Solo allora si accorgono che ciò che non era stato condiviso, diventa difficile realizzarlo da soli. A fine anno, è evidente che essi saranno delusi, conteranno i giorni che mancano a fine mandato e di sicuro non vorranno altri incarichi futuri; addirittura molti mi confidavano che il problema della loro inefficenza operativa era nella mancata collaborazione dei soci del loro club, nelle eccessive riunioni associative extra club o per le continue richieste dei vertici lionistici che toglievano risorse ai loro progetti personali.

Ma loro, durante l’annata hanno frequentato le riunioni di Zona, di Distretto, hanno incontrato gli altri presidenti per capire e concordare gli obiettivi comuni da raggiungere?

Hanno condiviso il loro programma, all’interno nei loro Consigli Direttivi, hanno concordato gli obiettivi con i loro soci  assegnando incarichi e deleghe operative concordate, hanno controllato se questi incarichi erano realizzabili?

Sappiamo bene che i progetti sono una cosa, ma l’esecuzione è cosa ben diversa; un saggio mi diceva che la buona volontà è un buon inizio ma non è mai una certezza di risultati.

Questo ci deve far capire che è  essenziale in futuro avere Presidenti più formati dal punto di vista della leadership, che siano meno protagonisti, ma più capaci di gestire la componente umana del proprio club, quella gestione che rende i loro soci orgogliosi e protagonisti dei loro successi. Un socio soddisfatto è sicuramente disposto a collaborare di nuovo, magari ad assumere incarichi maggiori che sa essere comunque gestibili dal punto di vista dell’impegno condiviso.

Solo questo produrrà armonia del club, creerà amicizia, formerà officers più motivati. Avremo cosi una maggiore organizzazione e una maggiore condivisione, i due elementi che ci possono rendere più efficaci.